Tar Campania 2020: a chi spetta la rappresentanza in giudizio dell’Ente Locale?

Avv. Giuseppe Mappa


Tar Campania n. 4768 del 26.10.2020

Il Tar Campano elimina in radice qualsiasi possibilità per il Dirigente Comunale di rappresentare in giudizio l’Ente Locale spettando la stessa al solo Sindaco.
In conseguenza dichiara inammissibile il ricorso notificato al Dirigente.


Testo della sentenza

Tar Campania n. 4768 del 26-10-2020

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Ottava)
ha pronunciato la presente
SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale xxx del 2015, proposto da OMISSIS-, rappresentati e difesi dall’avvocato xxxx, domiciliato in via digitale come da pubblici registri e domicilio fisico eletto presso lo studio xxxxxx

contro

Comune di xxxxxo, rappresentato e difeso dall’avvocato xxxxx, domiciliato in via digitale come da pubblici registri;
Consorzio Generale di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno non costituito in giudizio;
per l’annullamento dell’ordinanza di demolizione di opere abusive n. 43 prot. 9775 resa in data 22.10.2015 dall’ufficio del territorio ed urbanistica area vi del Comune di xxxxx
Visto l’atto di costituzione in giudizio di Ufficio Territorio ed Urbanistica Area VI del Comune di xxxxx
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell’udienza smaltimento del giorno 21 ottobre 2020 il dott. Fabrizio D’Alessandri e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO

1) Parte ricorrente ha impugnato l’ordinanza di demolizione di opere abusive n. xxxxxxx resa in data 22.10.2015 dall’ufficio del territorio ed urbanistica area VI del Comune di xxxxx, formulando articolati motivi di ricorso con istanza di misura cautelare.
All’udienza di camera di consiglio del 27.1.2016, il Presidente ha dato avviso, ai sensi dell’art. 73, comma 3, c.p.a., per eventuale improponibilità del ricorso per errore nella notificazione, effettuata al Dirigente anzichè al Sindaco del Comune, e la causa è stata cancellata dal ruolo delle sospensive per istanza di parte ricorrente.
La medesima parte ricorrente ha presentato istanza per il riconoscimento dell’errore scusabile e la rimessione in termini per rinotificare il ricorso al Comune di xxxxx in persona del sindaco pro tempore.
Si è costituito in giudizio il Comune di xxxxxo resistendo al ricorso.

2) Il ricorso si palesa inammissibile
Secondo giurisprudenza la rappresentanza in giudizio del Comune compete esclusivamente al Sindaco, quale rappresentante dell’ente e non al Dirigente, in quanto, anche se quest’ultimo è competente ad emanare i provvedimenti, che attengono alla specifica materia e settore, l’attività in tal senso svolta è sempre complessivamente riferibile all’amministrazione comunale, a capo della quale si colloca il Sindaco, nella sua qualità di legale rappresentante dell’Ente munito di legittimazione passiva.

Conseguentemente deve ritenersi nulla la notifica del ricorso effettuata al Comune in persona del dirigente piuttosto che del Sindaco pro tempore (T.A.R. Basilicata Potenza Sez. I, 03/08/2013, n. 481; T.A.R. Sicilia Palermo Sez. II, 13-03-2007, n. 799; Consiglio di Stato, V, 25 gennaio 2005, n. 155; T.A.R. Sicilia Palermo, III, 6 giugno 2005, n. 954 e 11 luglio 2005, n. 1198; TAR Marche, 20 gennaio 2003, n. 8).
Al riguardo l’intervenuta notifica del ricorso al Dirigente e, in particolare, all’Ufficio del Territorio ed Urbanistica del Comune di XXX in persona del Funzionario Responsabile pro tempore anziché al Comune in persona del Sindaco non può essere considerato un errore scusabile.
Quest’ultimo si presenta come un istituto di generalissima applicazione nel sistema della giustizia amministrativa, in quanto strumento volto a garantire l’effettività della tutela giurisdizionale.

La sua applicazione presuppone, però, una situazione normativa obiettivamente non conoscibile o confusa, comportante un’obiettiva incertezza, in ragione della difficoltà d’interpretazione di una norma, della particolare complessità di una fattispecie concreta, dell’esistenza di contrasti giurisprudenziali o di comportamento equivoco dell’Amministrazione, ipotesi tutte queste idonee ad ingenerare convincimenti non esatti, soprattutto nell’osservanza di norme di rito (cfr., tra le altre, Consiglio di Stato, sez. IV, 21 agosto 2013, n. 42199; Consiglio Stato, Sez. IV, 19 luglio 2004, n. 5182).

La rimessione in termini per errore scusabile, ex art. dell’art. 37 del c.p.a., ha carattere eccezionale, in quanto deroga al principio della perentorietà dei termini di impugnazione, e la disposizione relativa deve essere considerata di stretta interpretazione (Consiglio di Stato, ad. plen., 9 agosto 2012, n. 32). Nel caso di specie non ricorrono questi estremi, in quanto non vi è incertezza normativa o giurisprudenziale sulla circostanza che la notifica degli atti che impugnano provvedimenti comunali debbono essere notificati al Comune in persona del Sindaco, suo legale rappresentante.
3) Per quanto indicato il ricorso deve essere dichiarato inammissibile.
Le spese seguono la soccombenza e vengono liquidate come da dispositivo, tenuto conto dell’esiguità dell’attività difensiva richiesta dal giudizio in esame.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Ottava), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara inammissibile.
Condanna i ricorrenti al pagamento delle spese di lite, quantificate in euro 1.000,00, oltre accessori se dovuti.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa. Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all’articolo 52, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (e degli articoli 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016), a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla Segreteria di procedere all’oscuramento delle generalità.
Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 21 ottobre 2020

 

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