Sulla scissione della notifica degli avvisi di accertamento dei tributi locali

Avv. Giuseppe MAPPA


Avviso di accertamento Ente Locale- Inapplicabilità del principio della scissione della notifica –Motivazione-


 

CTR Campania 

Sentenza n. 27682021, depositata il 31-03-2021



Fatto e diritto
Con ricorso depositato presso la Commissione Tributaria Provinciale di Napoli il 22-23.11-2018, xxxxxxxx ha impugnato l’atto di accertamento Imposta Municipale Propria (IMU) per il Comune di Castellammare di Stabia (NA) della complessiva somma di E xxx, ID: xxxxx, anno di imposizione: 2012, notificato in data 04/06/2018, emesso dalla SO.G.E.T. S.p.A. nella qualità di società concessionaria della gestione accertamento e riscossione coattiva dei tributi del Comune di Castellammare di Stabia.
Ha eccepito:
NULLITÀ DELL’ATTO DI ACCERTAMENTO IMU PER DECADENZA DEL POTERE IMPOSITIVO E PRESCRIZIONE DEL TRIBUTO: in base a quanto stabilisce il comma 161 dell’art. 1 della Legge 296/2006, gli avvisi di accertamento per le imposte locali debbono essere notificati entro il31 dicembre del quinto anno successivo a quello di scadenza del pagamento.
Nel caso di atti inviati tramite il sistema postale la notifica si intende effettuata alla data di consegna dell’ atto all’ ufficio postale.
Nel caso di specie, l’atto di accertamento oggetto del presente ricorso \ reclamo relativo all’IMO anno di imposizione 2012 è stato consegnato dalla SO.G.E.T. S.p.A., a Poste Italiane ed inviato a mezzo di Raccomandata A/R n. xxxx-1 in data 04.06.2018 (con presa in carico da parte di Poste Italiane in data 04.06.2018) ed è stato notificato al ricorrente in pari data; dunque ben oltre il termine prescrizionale e/ o decadenziale (cfr. estratto di tracciabilità acquisito dal sito delle Poste Italiane denominato “esito della spedizione” allegato).
La SO.G.E.T. S.p.A., avrebbe dovuto notificare l’atto di accertamento relativo all’IMU anno di imposizione 2012 entro il 31.12.2017 per interrompere qualsivoglia decadenza efo prescrizione del credito.
NULLITÀ DELL’ATTO DI ACCERTAMENTO IMU PER DIFETTO DI MOTIVAZIONE: l’atto di accertamento è dotato di apparente motivazione in quanto non contiene tutti gli elementi di fatto e di diritto per comprendere la natura ed il computo dell’obbligazione tributaria;
NULLITA’ dell’AVVISO DI ACCERTAMENTO IMU in quanto lo stesso si riferisce anche a particelle delle quali il xxxx non risulta titolare e proprietario.
In particolare tale awiso di accertamento sarebbe nullo perché il xxx non è proprietario della Pr. immobile xxxxx particella xxxxsub O ubicata in C/Mare di Stabia(NA) alla Via xxxxx; inoltre lo stesso ricorrente non sarebbe proprietario della Pr. Immobile xxxx Sezione O Foglio xxxParticella xxxSub 1 ubicata in xxxxxx(NA) alla Via xxxxxx.
Il ricorrente ha concluso dinanzi alla CTP per l’accoglimento del ricorso con condanna alpagamento delle spese di lite.
La SOGET S.p.A. si costituiva in giudizio e deduceva che l’avviso di accertamento era stato spedito in data 20.12.2017, nel rispetto del termine prescrizionale; ribadiva la idoneità della motivazione e la sussistenza del presupposto impositivo essendo tutti gli immobili in proprietà del ricorrente.
Concludeva per il rigetto del ricorso.
La Commissione, all’udienza del 28.01.2019, decideva la causa, accogliendo il ricorso e annullando l’atto impugnato, con compensazione delle spese di lite.
Interpone appello avverso detta sentenza la SOGET S.p.A. lamentando errores in iudicando in cui sarebbe incorso il giudice di prime cure: in particolare deduce l’operatività del principio di anticipazione, di modo che la prescrizione possa dirsi interrotta sin dalla consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario Si è costituita la parte privata che si è opposta all’avverso dedotto, concludendo per il rigetto del gravame interposto.
L’impugnazione è infondata e va rigettata.
E’ opportuno ricordare che la decadenza, operando quale onere imposto dalla legge di
attivarsi entro un determinato termine per acquisire il potere di esercitare il diritto, produce, in caso di inerzia, un effetto pregiudizievole che opera direttamente nella sfera giuridica del titolare e, solo in via indiretta, in quella dell’altra parte (Cass. Civ., Sez. Un., 14.4.2010, n. 8830)
La prescrizione, invece, è un istituto di ordine pubblico per effetto del quale i diritti si
estinguono se il titolare degli stessi non li esercita per il tempo stabilito dalla legge.
Essa ha la prevalente funzione di dare certezza ai rapporti giuridici e di tutelare il soggetto obbligato, che ha diritto di sapere se la sua obbligazione sia o meno estinta, ed ogni effetto dell’atto non può che prodursi in seguito alla conoscenza, o conoscibilità, di esso da parte del destinatario. Invero, per gli atti sostanziali unilaterali (tra i quali devono ricomprendersi anche gli atti di imposizione tributaria che sono atti amministrativi autoritativi attraverso i quali l’amministrazione enuncia le ragioni della pretesa tributaria) la tecnica del bilanciamento degli interessi è assolutamente preclusa dalla legge stessa (art. 1334 c.c. per gli atti civili e art. 21-bis della L. n. 241 del 1990 per gli atti amministrativi, inclusi quelli tributari) che ha operato in maniera evidente il bilanciamento con esclusione di ogni diversa interpretazione.
È, altresì, noto che, ai sensi dell’art. 1334 del codice civile, gli atti unilaterali producono effetto dal momento in cui giungono a conoscenza del destinatario, conoscenza che, ai sensi dell’art.1335 c.c., è presunta nel momento in cui l’atto giunge all’indirizzo del destinatario, salvo che costui provi di essersi trovato nell’impossibilità di averne notizia. Trattasi della natura
cosiddetta recettizia degli atti che, poiché impongono al destinatario obblighi di dare o di fare, non possono conseguire l’interesse al quale sono finalizzati se non sono portati a conoscenza del destinatario il quale si deve attivare al fine di consentire che sia conseguito il risultato pratico per cui l’atto è stato posto in essere.
Per quanto concerne gli atti di imposizione tributaria, in particolare, la necessità che essi
siano conosciuti dal destinatario, perché producano efficacia, si ricava dal citato art. 21-bis della L. n. 241 del1990 (introdotto dalla L. n. 15 del 2005) in base al quale “Il procedimento limitativo della sfera giuridica dei privati acquista efficacia nei confronti di ciascun destinatario con la comunicazione allo stesso effettuata anche nelle forme stabilite per la notifica agli irreperibili nei casi previsti dal codice di procedura civile”. Giova ricordare che la stessa Agenzia delle Entrate nella Circolare n.7 /E del 05/02/2003 aveva modo di chiarire che “l’atto tributario è un atto recettizio, vale a dire idoneo a produrre effetti nella sfera giuridica del destinatario soltanto quando lo stesso venga portato a conoscenza dell’interessato”.
Ciò posto, in linea generale, giova premettere che per le Sezioni Unite Sent., 09/12/2015, n.24822 (rv. 637603) la regola della scissione degli effetti della notificazione per il notificante e per il destinatario, sancita dalla giurisprudenza costituzionale con riguardo agli atti processuali e non a quelli sostanziali, si estende anche agli effetti sostanziali dei primi ove il diritto non possa farsi valere se non con un atto processuale, sicché, in tal caso, la prescrizione è interrotta dall’atto di esercizio del diritto, ovvero dalla consegna dell’atto all’ufficiale
giudiziario per la notifica, mentre in ogni altra ipotesi tale effetto si produce solo dal momento in cui l’atto perviene all’indirizzo del destinatario.
Tuttavia questo principio non può essere applicato nel caso di specie posto che la consegna dell’avviso di accertamento all’ufficiale giudiziario per la notifica non è idonea ad interrompere il decorso del termine di prescrizione de quo, in quanto tale evenienza ha luogo nel solo caso in cui la prescrizione possa essere interrotta attraverso il giudice e quindi attraverso la introduzione di un giudizio: ipotesi, questa, certamente non ricorrente con riferimento alla prescrizione della pretesa tributaria.
Per questa, infatti, opera il principio per cui ogni atto del procedimento previsto dalla legge è idoneo a costituire in mora il debitore ai sensi dell’art. 2943 c.c. Resta così salva la regola per cui il principio generale- affermato dalla sentenza n. 477 del 2002 della Corte cost.- secondo cui, quale che sia la modalità di trasmissione, la notifica di un atto processuale si intende perfezionata, dal lato del richiedente, al momento dell’affidamento dell’atto all’ufficiale giudiziario, non si estenda all’ipotesi di estinzione del diritto per prescrizione, in quanto, perchè l’atto produca l’effetto interruttivo del termine, è necessario che lo stesso sia giunto alla conoscenza (legale, non necessariamente effettiva) del destinatario (Cass. n. 9841 del 2010).
Conclusivamente, l’appello va rigettato.
Spese secondo soccombenza.


P.Q.M.


La Commissione Tributaria Regionale per la Campania, ogni diversa istanza disattesa o respinta, così definitivamente provvede:
 Rigetta l’appello;  Condanna parte appellante alle spese di lite che liquida in € 500,00, oltre accessori di legge, se dovuti .

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