Separazioni conflittuali e sindrome da alienazione parentale

Dr.ssa Laura De Martino

La Sindrome da Alienazione Parentale (PAS) riguarda i bambini che vivono una situazione di conflitto tra i genitori nel corso di separazioni o divorzi. In questi casi accade che uno dei genitori, denominato alienante, attivi nei riguardi dell’altro coniuge, alienato, un processo di denigrazione volta a dimostrare nociva e pericolosa la frequentazione del figlio da parte dell’ex coniuge e della famiglia di quest’ultimo. Il figlio, dal canto suo, aderisce completamente ad un simile tentativo da parte del genitore alienante.

Egli viene così ad essere praticamente “programmato” dal genitore a disprezzare e rifiutare l’altro attraverso modalità quali:

  • Manipolare i fatti a proprio favore;
  • Disapprovare i comportamenti dell’altro genitore mostrandoli come comportamenti “malati”;
  • Drammatizzare enfatizzando la bontà delle proprie azioni;
  • Evidenziare l’inaffidabilità dell’altro genitore ponendosi come l’unico in grado di occuparsi del figlio;
  • Minacciare più o meno velatamente di sottrarre al figlio il suo amore se questi si avvicina all’altro genitore;
  • Ottenere dal figlio racconti su ciò che fa l’altro genitore;
  • Raccontare il passato e la storia familiare mettendo in cattiva luce l’altro genitore;
  • Creare sensi di colpa quando il ragazzo sta con l’altro genitore.

La cosa che colpisce di più del figlio è la totale convinzione di ciò che afferma, senza dare cenni di empatia e sensi di colpa nei confronti del genitore disprezzato.

Appare, al contrario, totalmente lucido, e generalmente afferma con forza che si tratta di pensieri propri, in alcun modo indotti da altri.

Il genitore screditato è descritto come totalmente negativo, mentre quello apprezzato in termini totalmente positivi, senza alcuna traccia di quella che potremo definire una sana ambivalenza. Il disprezzo viene poi generalizzato ed esteso anche ai parenti e agli amici del genitore.

Tutto ciò ha ovviamente notevoli ripercussioni sul benessere psicologico del ragazzo, oltre ad essere anche doloroso per il genitore attaccato. Egli infatti inevitabilmente si sente odiato ingiustamente e sperimenta l’impotenza per il non riuscire a far cambiare idea al figlio sul proprio conto e a migliorare la loro relazione. Un simile vissuto può essere davvero molto pesante e difficile da sopportare.

In questi casi è di fondamentale importanza un intervento terapeutico che possa aiutare il bambino a recuperare un contatto con la realtà e acquisire la possibilità di separarsi e differenziarsi dal genitore alienante. Ciò vuol dire poter esprimere pensieri ed emozioni propri che possono essere anche diversi da quelli del genitore. Sarà importante infatti aiutare il figlio ad avere un rapporto con entrambi i genitori.

L’intervento terapeutico sul genitore alienante deve andare nella direzione di aiutarlo ad elaborare la rabbia nei confronti dell’ex coniuge e condurlo a ristabilire un adeguato confine tra il rapporto coniugale e quello genitoriale.

Infine l’aiuto terapeutico rivolto al genitore alienato mira ad aiutarlo a sostenere ed elaborare il vissuto di dolore, impotenza e rabbia connesso all’esperienza di alienazione, a recuperare il rapporto con il figlio e con il coniuge in un ottica di cooperazione tra genitori.

Per info e approfondimenti
Dr.ssa Laura De Martino
Psicologa e Psicoterapeuta relazionale e familiare – Napoli
Tel 3280273833

 

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