Le foto sui social network e la privacy: convivenza possibile?

Avv. Giuseppe Corvino

I social network e la messaggistica istantanea, che includono la possibilità di inviare immagini e foto da un telefono all’altro, hanno cambiato il modo di comunicare. La gestione, la trasmissione e la diffusione dei “dati personali” avviene in maniera incontrollata e, troppe volte, inconsapevole.

Oggi, scattare una foto, in compagnia di un amico o con la propria ragazza, registrare un video o fare una diretta, sono fra le cose più semplici del mondo; basta qualche click col cellulare per condividere istantaneamente.

Questo spasmodico desiderio di condivisione, tuttavia, si incontra e si scontra col bisogno di riservatezza insito in ognuno di noi.

La domanda che ci si pone è:
come contemperare la possibilità di condividere i propri momenti, la propria e l’altrui intimità, con il diritto alla riservatezza?  Quali tutele offre la legge?

  •   Un primo profilo da tenere presente: il consenso.

Iniziamo col dire che per scattare una foto che ritrae un altro soggetto è necessario che questi ne dia il proprio consenso.

Il consenso è necessario perché il diritto all’immagine è un diritto della personalità, cioè è un diritto che è attribuito all’uomo in quanto tale (art. 2 della Costituzione e art. 96 legge sul Diritto d’Autore). Senza il consenso, l’immagine non può essere ripresa.

Se il soggetto è minore, il consenso deve essere espresso da entrambi i genitori o chi per essi.

Il consenso, come deve essere manifestato?

Una definizione di consenso e di come deve essere manifestato la troviamo espressa nell’art. 4 del Regolamento Europeo 2016/679 (G.D.P.R.) paragrafo 11, rubricato “consenso dell’interessato”, il quale dispone che per consenso deve intendersi “qualsiasi manifestazione di volontà libera, specifica, informata e inequivocabile dell’interessato, con la quale lo stesso manifesta il proprio assenso, mediante dichiarazione o azione positiva inequivocabile, che i dati personali che lo riguardano siano oggetto di trattamento

Il consenso deve, quindi, essere inequivocabile ed esplicito.

  •  Un secondo profilo: il consenso allo scatto e la pubblicazione-diffusione.

Ma il consenso al lasciarsi immortalare in uno scatto legittima automaticamente la  pubblicazione dell’immagine?

La risposta è no.
Le due cose sono ben distinte e il consenso a farsi fotografare ammette esclusivamente l’atto dello scattare. Quindi, se vogliamo rendere nota l’immagine che ritrae qualcuno, abbiamo bisogno del suo consenso alla pubblicazione, altrimenti la foto non potrà essere e condivisa.

  1. Ad esempio: una persona che si mette in posa davanti all’obiettivo esprime sicuramente il consenso allo scatto, che, come abbiamo detto sopra, non ne implica il consenso alla pubblicazione attraverso i social.
  2. Un altro esempio: scattare foto ad un gruppo di persone, tutte in posa, ad eccezione di una, che si gira dall’altra parte, mostrando, palesemente, in questo modo, di non prestare il proprio consenso, la persona deve essere anonimizzata.
  3. In merito alla pubblicazione: abbiamo detto che occorre un ulteriore consenso, che può essere espresso, ad esempio, nel contesto di un social network come Facebook, approvando la foto con un “mi piace” o in maniera simile. Il consenso non è concesso, per esempio, se una persona non accetta il tag della propria immagine. L’immagine della persona dovrebbe essere anonimizzata.
  • Un terzo profilo: revoca del consenso.

Dopo aver prestato il consenso a pubblicare la foto, si può chiedere di cancellarla dal profilo di Facebook, di Instagram, di Twitter ecc. di un altro?

La risposta alla domanda è certamente sì; si può chiedere la rimozione dell’immagine, la rimozione del video ecc.

Come deve comportarsi chi riceve la revoca del consenso alla pubblicazione dell’immagine?

Chi riceve la richiesta di cancellare una foto (“revoca del consenso”) deve provvedere con estrema rapidità, senza possibilità di contestare la richiesta. Se il soggetto chiede di cancellare l’immagine in cui è stato ritratto con un gruppo di persone, il diritto alla revoca prevale sul consenso degli altri soggetti.
La persona che revoca il consenso deve essere oscurata e non deve essere riconoscibile.

Dopo la fine di un matrimonio si può chiedere all’altro coniuge di cancellare le foto delle nozze o le foto insieme?
Sì, si può chiedere all’altro di cancellare la propria immagine dalla foto. Il medesimo ragionamento vale anche per la foto con l’ex fidanzata(o) o con l’ex compagna(o).

  • Ulteriore profilo: luogo pubblico.

Se in un luogo pubblico scatto una foto nella quale ci sono altre persone oltre il soggetto interessato, posso pubblicarla?

No, anche in un luogo pubblico è necessario anonimizzare i presenti. I soggetti devono essere anonimizzati. Tale soluzione è la più rispondente al Regolamento Europeo 2016/679

Ed invero, prima della normativa europea sul trattamento dei dati, la legge sul diritto d’autore (cfr. l’art. 97 della legge del 22 aprile 1941 n. 633)consentiva  lo scatto della foto senza il consenso quando “la riproduzione dell’immagine è giustificata dalla notorietà o dall’ufficio pubblico coperto, da necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici o culturali, o quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico”.

 

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