L’affidamento della riscossione ad altro soggetto non deve comportare oneri per il contribuente

Avv. Giuseppe Mappa

CTR Puglia n. 1455\2020, depositata il 24 luglio 2020

La Commissione Tributaria Regionale Barese statuisce che nel procedimento di riscossione delle imposte con il sistema della ingiunzione fiscale non sono dovuti al Concessionario gli aggi esattoriali.

Nello specifico la CTR, riportandosi ad una pregressa sentenza del Consiglio di Stato (sentenza n. 3413/2012), stabilisce che qualora gli enti locali si affidino per la riscossione coattiva ai soggetti di cui all’articolo 52, comma 5, lettera b), del D. Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, tale affidamento, però, non può e non deve comportare alcun onere aggiuntivo per il contribuente” (ex art. 52, co. 5, lett. c).

Ne consegue che l’eventuale aggravio di spese di riscossione in capo la contribuente nelle ingiunzioni di pagamento impugnate deve ritenersi illegittimo in quanto l’obbligo tributario deve essere soddisfatto al netto di tali costi.

TESTO DELLA SENTENZA

Commissione Tributaria Regionale Puglia n. 1455\2020 del 24.07.2020

FATTO

La sig.ra xxxxxxxx proponeva ricorso dinnanzi alla CTP di Taranto avverso due ingiunzioni di pagamento notificatole da xxxxxx spa, in qualità di erede del sig. xxxxxxx, riferite ad avvisi di pagamento Tassa rifiuti per gli anni 2007 e 2008, eccependo la mancata ed inesistente notifica degli atti presupposti (in quanto intestati al sig. xxxx che risultava già deceduto al momento della notifica), l’illegittima applicazione dell’aggio oltre soglia e comunque l’illegittima applicazione dello stesso alle ingiunzioni fiscali l’omessa indicazione dei criteri per il calcolo degli interessi, l’illegittimità del potere impositivo del concessionario della riscossione, la mancata indicazione del responsabile del procedimento dell’ente creditore.

Si costituiva in giudizio la xxxx affermando che le cartelle di pagamento erano state notificate regolarmente: ritirate dal portiere o rifiutate dalla ricorrente quale vedova del sig. xxxxxx (allegava copia delle relate di notifica); contestava tutti gli altri vizi dedotti dalla ricorrente.

La ricorrente depositava memoria difensiva con cui ribadiva i motivi di gravame.

Con sentenza n. 2299 del 14.9.2014 la CTP di Taranto ha disatteso tutti i motivi di impugnazione ritenendo valide le notifiche dei precedenti avvisi di pagamento ed infondate le doglianze circa la misura dell’aggio e degli interessi e quelle concernenti il contestato potere della xxxx spa e la mancata indicazione del responsabile del procedimento.

Il giudice di primo grado ha, quindi, rigettato il ricorso con compensazione delle spese di lite.

Con ricorso depositato in data 17.3.2015, in precedenza notificato sia alla xxxxxxx spa che al Comune di xxxxx, la sig.ra xxxx, rappresentata e difesa dalla dott.ssa xxxxxxx, ha appellato la sentenza della CTP di Taranto deducendo l’erroneità della stessa per i seguenti motivi:
– la notifica dei pregressi solleciti di pagamento della Tassa rifiuti per gli anni 2007 e 2008 non può considerarsi esistente in quanto tali atti erano indirizzati al coniuge deceduto già dal 2000: un atto risultava, poi, consegnato a persona diversa dall’intestatario e per l’altro la ricorrente si era legittimamente rifiutata di ricevere in quanto non a sé indirizzato;
– dal contenuto delle ingiunzioni non emerge come siano stati calcolati gli interessi ed in particolare se siano stati calcolati anche sulle sanzioni; la prassi degli enti locali di addossare al contribuente il pagamento dell’aggio anche in sede di ingiunzione di pagamento è stato ritenuto illegittimo dalla sentenza n. 3413/2012 del Consiglio di Stato;
– la mancata indicazione del nominativo del funzionario responsabile dell’Ente creditore e quindi del comune di Taranto è stata eccepita già con il ricorso introduttivo e tale omissione determinerebbe la nullità dell’ingiunzione di pagamento.
In relazione ai sintetizzati motivi di gravame la sig.ra xxxxxx ha chiesto la riforma della sentenza di primo grado con dichiarazione di nullità delle ingiunzioni di pagamento con vittoria di spese
processuali del doppio grado di giudizio.

La xxxx spa, costituita con controdeduzioni depositate in data 11.2.2016, rappresentata e difesa dall’avv. xxxxx, ha sostenuto la piena validità della notifica delle cartelle di pagamento intestate al defunto coniuge della ricorrente avvenuta presso l’ultimo domicilio del de cuius in quanto gli eredi non hanno provveduto alla comunicazione delle proprie generalità e del domicilio fiscale; di conseguenza tutte le questioni attinenti al ruolo ed all’imposizione non possono essere oggetto di contestazione in sede di impugnazione delle ingiunzioni di pagamento in quanto in tale sede possono farsi valere solo vizi propri di tali atti.

La xxxx spa ha anche contestato la fondatezza della doglianza circa la misura degli interessi e dell’aggio sostenendo che si tratta di criteri indicati dal legislatore e che la censura della ricorrente risulta priva di adeguata prova.

Parimenti xxxxx ha ritenuto conformi a consolidata giurisprudenza le statuizioni della CTP di Taranto che hanno disatteso la doglianza circa l’indicazione del responsabile del procedimento deducendo inoltre che si tratterebbe al più di vizi formali, sanati dalla costituzione in giudizio della contribuente.

In base a tali controdeduzioni la concessionaria della riscossione ha chiesto il rigetto dell’appello
con vittoria di spese.

Nella pubblica udienza del 24.2.2020, per l’appellante si è riportato alle argomentazioni e conclusioni dell’atto scritto. Il giudizio, non comparso il Comune di xxxxxxx né la xxxxx spa, è stato trattenuto per la decisione.

DIRITTO

l. L’appello proposto dalla sig.ra xxxxxxx avverso la sentenza della CTP di Taranto è fondato solo in minima parte.
Va premesso che la legislazione in materia di tassa rifiuti considera soggetto passivo del tributo chi occupa l’immobile ubicato all’interno della zona in cui è istituito il servizio con vincolo di solidarietà tra i componenti del nucleo familiare (cfr. art. 63 D. Lgs. n. 507/1993) e che la ricorrente non ha mai eccepito l’insussistenza dell’obbligazione tributaria nei confronti del Comune, riguardante la tassa di smaltimento rifiuti per gli anni 2007 e 2008, riferita all’immobile ubicato alla fraz. xxxxx in via xxxxxxxx n. 2, ove risulta residente.

2. Ciò premesso, il primo motivo di gravame della sentenza impugnata, per non aver tale pronuncia rilevato l’eccepita inesistenza della notifica dei presupposti avvisi di pagamento, è infondato.
Dalla documentazione depositata in primo grado dalla xxxx spa emerge che il sollecito di pagamento riferito all’anno 2007 e l’avviso di pagamento riguardante l’annualità 2008 erano entrambi indirizzati a “xxxxx e per esso erede xxxxxxxxx” nel predetto luogo di residenza: la notifica del primo è avvenuto mediante raccomandata AR, ricevuta in data 9.1.2009 da soggetto con sottoscrizione non del tutto intellegibile ma presumibilmente apposta dal figlio xxxxx, mentre la notifica dell’avviso 2008 mediante raccomandata AR di cui l’appellante ha rifiutato la consegna in data 1.10.2010.

La notifica di tali atti deve, quindi, ritenersi valida ed esistente posto che l’art. 65 del DPR 600/1973 dispone, all’ultimo comma, che “La notifica degli atti intestati al dante causa può essere effettuata agli eredi impersonalmente e collettivamente nell’ultimo domicilio dello stesso ed è efficace nei confronti degli eredi che, almeno trenta giorni prima, non abbiano effettuato la comunicazione di cui al secondo comma”.

3. Altrettanto infondata la doglianza avverso la sentenza di primo grado per non aver accolto l’eccezione di illegittimità delle ingiunzioni di pagamento per omessa indicazione del criterio di computo degli interessi.
In ordine a tale questione è solo il caso di evidenziare che – in disparte la circostanza che si tratta di importi assai modesti (rispettivamente €. xxxx per l’annualità 2007 ed €. xxx per il 2008) dovuti per periodi limitati – in ogni caso, nelle ingiunzioni sono indicati tutti gli elementi per permettere al contribuente la verifica del calcolo effettuato dal concessionario della riscossione: ivi si annota, infatti, che gli stessi sono stati calcolati in base a quelli legali vigenti, sul totale del debito, fino alla data del 16.12.2012.

4. La censura della sentenza di primo grado, per ciò che concerne il mancato accoglimento della doglianza riguardante l’applicazione degli aggi, è fondata.

Come evidenziato dal Consiglio di Stato nella sentenza n. 3413/2012, richiamata dall’appellante ed a cui si rinvia, gli enti locali, in base all’art. 36 comma 2 del D.L. n. 248 del 2007, possono effettuare “la riscossione coattiva dei tributi e di tutte le altre entrate” mediante la procedura dell’ingiunzione di cui al R.D. 14 aprile 1910, n. 639, seguendo anche le disposizioni contenute nel titolo II del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, in quanto compatibili; nel caso in cui la riscossione coattiva sia affidata, come nel caso di specie, ai soggetti di cui all’articolo 52, comma 5, lettera b), del D .Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, tale affidamento, però, “non deve comportare oneri aggiuntivi per il contribuente” (ex art. 52, co. 5, lett. c).
Di conseguenza non risulta legittimo l’aggravio per spese di riscossione indicate nelle ingiunzioni di pagamento impugnate in questa sede e pertanto l’obbligo tributario della appellante deve essere soddisfatto al netto di tali costi.

5. Infondata, infine, la censura relativa all’omessa indicazione del nominativo del funzionario responsabile dell’Ente creditore atteso che alcun onere di allegazione in tal senso è previsto nel caso
dell’ingiunzione di pagamento, ai sensi dell’art. 2 del R.D. 639/1910.
L’accoglimento parziale dell’appello depone per la compensazione delle spese di lite tra le parti.

PQM

la Commissione Tributaria Regionale della Puglia – Sez. SA di Bari, accoglie parzialmente l’appello
proposto dalla sig.ra xxxxx e per l’effetto, in riforma parziale della sentenza di primo grado, dispone l’annullamento delle ingiunzioni di pagamento impugnate limitatamente• alla parte in cui pongono a carico della contribuente le spese di riscossione.
Spese compensate.

 

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