La gestione dei bambini in casa durante l’emergenza Covid 19

Dott.ssa Laura De Martino
Psicologa e Psicoterapeuta relazionale e familiare

I provvedimenti normativi, sempre più restrittivi, ci hanno privato progressivamente della libertà di movimento. In particolare, la chiusura dei parchi e dei giardinetti, disposta dall’autorità, ha impedito ai bambini di poter scorrazzare all’aria aperta.

Quindi, come affrontare questa emergenza se hai bambini in casa?

Partiamo dal principio, ovvero dalla necessità di spiegare ai piccoli cosa sta accadendo con parole semplici ed un linguaggio adatto alla loro età, ma spiegarlo. Dico sinceramente che anche io all’inizio della chiusura delle scuole sono stata tentata di edulcorare la verità alla mia piccina, nel tentativo di proteggerla dalle brutture di un mondo che a volte non è proprio quello che avrei desiderato presentarle.

Mi sono sentita in quel momento come il caro Benigni nel film “La vita è bella” in cui nasconde sotto forma di gioco il dramma dei campi di concentramento. Ma la vita è fatta anche di difficoltà e forse i bambini hanno bisogno di saperlo per diventare adulti in grado di affrontarle piuttosto che paralizzarsi difronte ad esse. E noi non possiamo ingannarli, dobbiamo essere onesti e non sottrarci al difficile compito di fornire loro anche l’esempio di come vanno affrontate, non negando le emozioni negative ma accogliendole e andando oltre.

I bambini sono anche già propensi ed abituati a pensare in termini di buoni e cattivi dalle favole o dai cartoni ed hanno forse più fiducia di noi nel fatto che i buoni alla fine vincono sempre! Così le ho raccontato del virus monello e dei dottori buoni che cercano lo sciroppo giusto. Ovviamente ha capito e non ha fatto una piega.

I bambini hanno bisogno di sapere, sono immersi nei nostri umori e conversazioni e se non li aiutiamo noi, cercheranno a loro modo di trovare una spiegazione ed un senso a quello che ascoltano. Li lasceremo però senza aiuto in questa operazione, in balia dell’angoscia.
Create dei rituali, soprattutto per i più piccini, dei momenti della giornata vissuti sempre nello stesso modo. Può essere il rituale per addormentarsi ad esempio, leggere un libro, raccontare una favola, cantare sempre la stessa canzoncina, dire sempre la stessa frase di buonanotte.  Si tratta di costanti che svolgono un importante funzione rassicurante.

Il secondo aspetto, riguarda il gioco

Cosa fare durante questi interminabili giorni?
Non sono importanti i giochi che si possiedono, ma giocare. Si tratta di una modalità dello ‘stare con’ una disposizione dell’animo che può esprimersi facendo qualsiasi cosa insieme, anche le attività quotidiane del sistemare casa, cucinare, pulire insieme. Date loro una spugnetta in mano e giocate insieme.

Da parte di noi adulti questo richiede uno sforzo enorme, quello di mettere in un cassetto le preoccupazioni e fare un vero e proprio “esercizio di presenza”, stare semplicemente lì in quel momento con loro, senza passato né futuro. Richiede tanta fatica, ma è per noi anche tanto utile a non identificarci completamente nelle emozioni negative di questo momento tanto difficile. I figli offrono l’occasione di ritornare bambini e di divertirci dando sfogo alla fantasia.

Lavori di creatività, giochi da tavola, pupazzi ecc tutto ciò che ci fa star bene con loro a seconda delle loro inclinazioni, e perché no, anche delle nostre. Se ci divertiamo sicuramente anche loro lo faranno, saremo più autentici e non passerà loro la nostra insofferenza.

Un altro aspetto riguarda la presenza straordinaria in questi giorni dei padri in casa

Essi per natura e per carattere hanno in genere una diversa modalità di interazione e stimolo dei propri figli. Chi non lo può fare nella vita ordinaria, ha in questi giorni la possibilità di far entrare i padri in gioco. Significa sapersi fare da parte, non credere che le proprie modalità siano le uniche efficaci ed ottimali per i propri figli, e servirà anche a noi donne per entrare ed uscire dalla relazione con i piccoli.

Per fare cioè quello che generalmente facciamo quando loro sono a scuola o noi a lavoro e che in questi giorni sempre a casa non possiamo vivere. Quello stop dalla relazione che serve a noi per evadere, per tornare a noi stesse e ai bambini per poter ugualmente vivere la nostra assenza. È infatti importante poter trovare il modo di donare la propria assenza ai propri figli anche in questi momenti.

Essa ci consente di ritornare ad essi con ritrovate energie, di occuparci di noi e delle nostre angosce trovando un piccolo spazio di condivisione ed elaborazione ( dalla telefonata con amici, all’ascolto di musica, al coltivare una piccola passione, ad un incontro di sostegno via Skype ecc.). È utile anche ai figli sperimentarsi e trovare le proprie risorse per avere un esistenza propria. Prendetevi cura di voi, perché se sono sereni i genitori sono senz’altro sereni i bambini in qualsiasi situazione.

Ritornando al cosa fare, ricordate di dare spazio al gioco di movimento. Una mia collega giorni fa mi diceva quanto è preoccupata per la previsione del diffondersi di diagnosi di iperattività dopo la quarantena. I bambini se costretti e limitati per troppo tempo, hanno, infatti, poi bisogno di sfogare le proprie energie attraverso il corpo. E allora diamo spazio anche al corpo!

Non si tratta necessariamente di fare sport, ma di giocare in movimento. Sto immaginando giochi semplici dalla lotta con i cuscini, al solletico, ai salti sul letto, ai percorsi, al ballo. Tutto ovviamente a seconda dell’età e sotto la supervisione degli adulti per i più piccini.

E ancora date spazio al gioco libero. Esso serve si bambini per elaborare vissuti emotivi ed esperienze. E perché no, date spazio anche alla noia. Questa è una grande occasione per i nostri ragazzi super impegnati in attività scolastiche, extrascolastiche, di tempo libero, di sport, di musica … tanto che quando devo fissare un appuntamento di psicoterapia familiare quasi faccio io più fatica ad incastrarmi nella loro agenda che non viceversa!

La noia apre all’esperienza della vuoto in cui si può attivare il pensiero, l’ingegno, la creatività!
Sono consapevole di aver solo in minima parte toccato un argomento molto ricco e che necessita mille approfondimenti. Vi invito a scrivermi, a porre domande, a chiedere approfondimenti.

 

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