Avviso di accertamento: la scissione della notifica è inapplicabile


Avv. Giuseppe MAPPA


Continua la giurisprudenza di merito che ritiene la totale inapplicabilità del principio della scissione della notificazione degli avvisi di accertamento degli Enti Locali con la conseguenza che, anche ove spedito entro il 31.12 del 5^ anno successivo a quello della annualità’ di riferimento, ove la ricezione del plico e’ avvenuta successivamente a tale data , sussiste la prescrizione del tributo e della pretesa.


Commissione Tributaria Regionale Campania

Sentenza n. 1360 del 15.02.2021- 

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO


Con l’impugnata sentenza la C.T.P. di Benevento accoglieva il ricorso proposto da xxxxx xx avverso l’avviso di accertamento TARSU come da epigrafe notificatogli il 16.01.18 dalla s.p.a. Xxxxxa per conto del Comune di xxxxxxo per l’anno 2012 in ordine ad immobile sito in quel territorio.

Il ricorrente aveva eccepito la prescrizione quinquennale del tributo in oggetto.
Il Comune impositore, tramite il detto concessionario, si era costituito deducendo di aver spedito per posta l’avviso tempestivamente in data 28.12.17 e che comunque, trattandosi di decadenza e non di prescrizione, non rilevava l’epoca di ricevimento del plico.

La C.TP. affermava non essersi maturata la prescrizione eccepita, atteso l’avvenuto recapito del detto atto recettizio oltre il quinto anno dal 2012.
Avverso tale sentenza proponeva appello la s.p.a. xxxxxx, sostenendo di aver tempestivamente notificato a controparte l’avviso in oggetto, avendolo spedito entro il 31 .12.17 e comunque ribadendo quanto esposto in primo grado.

Il xxxxxi, radicatasi la lite, si costituiva deducendo l’infondatezza del gravame.
Infine questo collegio ha adottato la deliberazione, come da dispositivo e motivi qui contenuti, all’udienza odierna, svoltasi con le formalità di cui all’art. 34 d. lgs. 5 6/92 nella ricorrenza  di ogni requisito previsto dalla detta norma.

MOTIVI DELLA DECISIONE

L’appello è infondato. Premesso a riguardo che, a seguito de1 riordino della disciplina dei tributi locali, prevista dai commi 158-171 dell’art. 1 della legge n. 296/06, l’avviso di accertamento relativo alla TARSU deve essere notificato, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati ( cfr., ex multis, Cass. n. 6572/20).

Peraltro la giurisprudenza ha ancora precisato che il credito tributario di cui alla cartella di pagamento della TARSU sottesa all’avviso d’intimazione di pagamento è assoggettato alla prescrizione breve propria ‘di tale tributo che è quella quinquennale, giusta il disposto dell’art. 2948 n. 4 e.e. (cfr., ex multis, Cass. n. 19666/18).

Nella specie viene dunque in rilievo la questione della tardività della notifica dell’accertamento, e perciò quella dell’applicabilità del principio della scissione soggettiva degli effetti anche alla notifica a mezzo posta degli atti di imposizione tributaria.
La giurisprudenza a riguardo è divisa.

La tesi più risalente e tuttora maggioritaria si muove sulla scia della sentenza della Cass. S.U. 19854/04, cosi’ massimata “La natura sostanziale e non processuale (né assimilabile a quella processuale) dell’avviso di accertamento tributario – che costituisce un atto amministrativo autoritativo attraverso il quale l’amministrazione enuncia le ragioni della pretesa tributaria non osta all’’applicazione di istituti appartenenti al diritto processuale, soprattutto quando vi sia un espresso richiamo di questi nella disciplina tributaria”.

Tale pronuncia quindi nega che per la notifica degli atti di accertamento tributario possa operare il principio del c.d. sdoppiamento degli effetti dell’atto per il notificante ed il destinatario della notifica, sì che la decadenza sarebbe evitata solo se la notifica si perfeziona – e quindi entra nella sfera di legale conoscenza del destinatario – nel termine di decadenza. Così ancora si legge nella pronuncia citata: “La notificazione costituisce un elemento essenziale della fattispecie necessaria per evitare la decadenza dell’amministrazione .

In altri termini, dall’esercizio del diritto di difesa mediante proposizione del ricorso non può mai derivare una convalida ex tunc di un atto imperfetto di per sé inidoneo ad evitare la decadenza. Si tratta di una conseguenza dell’applicazione di principi generali, nei casi in cui la legge pone limiti temporali all’esercizio di poteri amministrativi”.
In tali termini si registrano numerosissime pronunce, fra cui in particolare Cass. n. 21071/18 e n. 8374/15. In particolare poi, si considerino anche Cass. n. 2272/11; n. 10445/11; n. 12007/11; n. 1088/13; n. 654/2014; n. 2203/18 sulla non estensibilità della sanatoria ex art. 156 c.p.c. per raggiungimento dello scopo alla decadenza dal potere impositivo già verificatasi per mancato perfezionamento della notifica entro il prescritto termine.

Un orientamento diverso si è tuttavia manifestato con la sentenza delle S.U. della Cass. n 12332/17 in tema di notifica di sanzioni amministrative, sentenza che sembra invece propendere per applicare anche all’osservanza del termine di decadenza il detto principio di scissione degli effetti della notifica.

Si veda anche in termini Cass. n. 3091/19 in tema di cartella di pagamento per errato rimborso ex art. 43 dpr n. 602/73, nonché Cass. n. 3560/19 ove, sia pure in obiter dictum, si afferma addirittura sussistere nella giurisprudenza di legittimità un principio consolidato circa l’efficacia interruttiva della prescrizione del credito tributario per effetto della mera consegna a l’atto impositivo all’ufficio postale, all’uopo richiamandosi i già citati precedenti del 2018 e del 2017, che tuttavia si badi – non riguardano propriamente detta questione.
Neppure peraltro mancano più risalenti statuizioni conformi a queste ultime in tema di notifica di atti impositivi tributari a mezzo del servizio postale, e ciò in ispecie sulla base di un asserito principio generale evinci bile dalla sentenza della Corte Cost. n. 4 7972002 (in tali sensi v. Cass. n. 1647/04; n. 15298/08; n. 26053/11; n. 22320/14; n. 33277\19).

La giurisprudenza di legittimità più recente, comunque, almeno parzialmente (v. appunto le decisioni citate) ha continuato a seguire l’orientamento originario.
In effetti è innegabile che l’ulteriore estensione del principio della scissione degli effetti della notifica implichi non poche criticità, non senza aggiungere che su di un piano più generale disposto dell’art. 6 co. 1 della legge n. 212/00 Statuto del contribuente), nel mantenere ferme le norme in tema di notifica degli atti tributari, stabilisce espressamente che “L’amministrazione finanziaria deve assicurare l ‘effettiva conoscenza da parte del contribuente degli atti a lui destinati.

Infine la stessa Corte Suprema (Cass. sez. trib. n. 15545 del 21.07.20), consapevole del contrasto interno, ha nuovamente sollecitato un intervento chiarificatore delle S.U. civili, disponendo appunto, per ciò che qui interessa, la trasmissione degli atti al primo presidente onde dirimere ad esse sezioni, ai sensi dell’art. 374 co. 2 c.p.c., la questione se sia applicabile il principio della scissione soggettiva degli effetti anche alla notificazione degli atti di imposizione tributaria ed in relazione agli effetti sostanziali propri di questi.

Ciò premesso, questa C.T.R. reputa che nella specie possa decidersi senz’altro la controversia, , prestando adesione al primo orientamento, quello che nega l’applicazione del principio della scissione agli atti di accertamento tributario ai fini della decadenza. Tale soluzione – tuttora, come già detto, maggioritaria – è quella meglio argomentata (v. quanto sopra cennato) ed altresì quella che meglio corrisponde ai principi generali che regolano la materia ed in ispecie appare più consapevole delle esigenze di tutela del contribuente.

E dunque, ad avviso del collegio, correttamente la C.T.P. afferma che il quinquennio prescrizionale ex art. 2948 n. 4 e.e. debba essere riferito alla data di ricezione dell’atto, dacché atto non processuale (v. anche Cass. n. 18759/13 e Cass. S.U. n. 24822/15), ritenendo che il principio della scissione degli effetti della notifica per il notificante ed il notificato si applichi in tutti i casi in cui debba valutarsi l’osservanza di un termine da parte del notificante in relazione ad atti processuali ma non anche sostanziali, attesa la loro ricettizietà.
Ne deriva che la pretesa tributaria in oggetto, afferente al 2012, deve ritenersi prescritta in quanto l’avviso di accertamento, pur spedito entro il quinto anno previsto dalla norma citata e cioè entro

il 31.12.17, venne recapitato al contribuente in data 16.01.2018.
Le spese del grado si compensano ex art. 92 c.p.c., ravvisandosi straordinari ed eccezionali motivi
in ordine alla vicenda tributaria di causa, anche e segnatamente per la non univocità della giurispru­denza nei sensi detti.

P.Q.M.

La commissione così provvede: rigetta l’appello e compensa le spese.


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